O mamma, non so da che parte iniziare.
Dunque...ehm...vediamo...
Qualche mesetto fa ho iniziato per puro caso a pascolinare in giro per i blog, leggo quì, sbircio là, commentino, rispostina e via dicendo.
Ci sono bloggher che adoro, bloggher che stimo, che mi fanno ridere, che dicono cose con un senso in una forma stilistica perfetta, bloggher che dicono parolacce (ah no, forse quella sono io), che parlano di sentimenti, di amicizie, di pezzetti della loro vita.
Io leggo con avidità i loro post e mi sembra di conoscerli pur non avendoli mai visti.
C'è però una bloggher in particolare, che ho stimato dal profondo fin dalla prima lettura, che è diventata la mia blogstar preferita (anche se non so bene cosa sia una blogstar ma fa figo scriverlo).
Ebbene, questa bloggher, questa sera, io la incontrerò, faccia a faccia e ho pronto per lei il migliore dei miei sorrisi.
E' iniziato tutto con uno scambio di commenti sul suo blog, poi le mail, poi le chiacchierate con Skype, poi le telefonate e poi mi dice "ci si vede mercoledì sera?" e dirle di sì mi è venuto naturale come dirlo ad un'amica che conosco da anni, da sempre.
Signori, si accettano scommesse, indovinate un pò chi va a conoscere la Piku stasera???
mercoledì 24 settembre 2008
martedì 23 settembre 2008
LA VESPA E I SUOI VANTAGGI
Ore 6:30, paesello sperduto tra i monti, l’aria non è ancora freddissima, ma inizia a pungere.
C’è buio, come di sera, non proprio notte fonda ma abbastanza buio da far sì che i lampioni rimangano accesi lungo le strade.
Tu, automobilista, sali in macchina e scosso da un brivido di freddo accendi il riscaldamento, accendi la radio, e immerso nel tepore melodico dell’abitacolo, lasci che il tuo cervello ripiombi nel dormi-veglia dal quale sei appena uscito, procedi lento lungo la strada, gli occhi cisposi, la lingua che si impasta in bocca.
Io, a cavallo di una stilosissima Vespa azzurro cielo, sveglia e attenta per l’aria fredda sulla faccia, dotata di un favoloso casco con tanto di caprone ingrugnito pitturato sul retro, faccio zig-zag tra le macchine lente e malinconiche e arrivo in ufficio 10 minuti prima di te pur essendo partita dopo.
Non c’è storia, se vedete una Vespa in giro, fatela passare perché tanto vi da paga comunque…
C’è buio, come di sera, non proprio notte fonda ma abbastanza buio da far sì che i lampioni rimangano accesi lungo le strade.
Tu, automobilista, sali in macchina e scosso da un brivido di freddo accendi il riscaldamento, accendi la radio, e immerso nel tepore melodico dell’abitacolo, lasci che il tuo cervello ripiombi nel dormi-veglia dal quale sei appena uscito, procedi lento lungo la strada, gli occhi cisposi, la lingua che si impasta in bocca.
Io, a cavallo di una stilosissima Vespa azzurro cielo, sveglia e attenta per l’aria fredda sulla faccia, dotata di un favoloso casco con tanto di caprone ingrugnito pitturato sul retro, faccio zig-zag tra le macchine lente e malinconiche e arrivo in ufficio 10 minuti prima di te pur essendo partita dopo.
Non c’è storia, se vedete una Vespa in giro, fatela passare perché tanto vi da paga comunque…
lunedì 22 settembre 2008
ASSEDIO
Sono sotto assedio.
Lo sarò per tutto il giorno.
Sono le 10:20 e il Gran capo ha già detto "Piku hai un attimo" almeno 50 volte, Pimporlo e Capo panza non ci sono, Riccioli d'oro è a casa con un cazzo di trauma cranico, e lui, il supremo capo di noi tutti, ha la macchina dal gommista e dunque è immobilizzato qui.
E non sa cosa fare.
E mentre è lì che si annoia, chiama me per fare domande stupide ed inutili, del tipo "ma l'anno scorso a Natale, ti ricordi se al capo della Spaccapalle srl abbiamo dato il Dom Perignon o il Krug?"
Pessimo inizio settimana direi.
Pessimo.
Lo sarò per tutto il giorno.
Sono le 10:20 e il Gran capo ha già detto "Piku hai un attimo" almeno 50 volte, Pimporlo e Capo panza non ci sono, Riccioli d'oro è a casa con un cazzo di trauma cranico, e lui, il supremo capo di noi tutti, ha la macchina dal gommista e dunque è immobilizzato qui.
E non sa cosa fare.
E mentre è lì che si annoia, chiama me per fare domande stupide ed inutili, del tipo "ma l'anno scorso a Natale, ti ricordi se al capo della Spaccapalle srl abbiamo dato il Dom Perignon o il Krug?"
Pessimo inizio settimana direi.
Pessimo.
venerdì 19 settembre 2008
DHO!
Gran capo: "Pensavo che per ottimizzare gli spazi si potrebbe riadattare il mio ufficio aggiungendo una scrivania"
Piku: "Ma dai, pensa che sfigato quello che verrebbe a lavorare qui con te, ma ti rendi conto?"
Gran capo: "Ti sei data della sfigata da sola, e ti va bene che è ancora solo un'ipotesi"
Ah!
Piku: "Ma dai, pensa che sfigato quello che verrebbe a lavorare qui con te, ma ti rendi conto?"
Gran capo: "Ti sei data della sfigata da sola, e ti va bene che è ancora solo un'ipotesi"
Ah!
giovedì 18 settembre 2008
GRRRRRRR !!!
Pimporlo chiama dal cantiere, servono dei pezzi urgentissimi, dannazione a lui decide di chiamare me...
Pimporlo: "Piku, carta e penna, mi servono pezzi entro sera, mi raccomando scrivi tutto nè"
Piku: "Ciao Pimpo, datti una calmata e dimmi cosa serve"
Pimporlo: "Una riduzione, bla bla bla, grande così grande cosà, dritta di quì storta di là, che termina con un dritto di 150 mm, hai capito"
Piku: "Capito, poi?"
Pimporlo: "Poi basta, ma sei sicura di aver capito?"
Piku: "Sicura al 100%, tranquillo Pimpo"
Pimporlo: "Ok ripeti che vediamo se hai capito, sei sicura di aver capito? No perché io ti ho detto quello che mi ha detto il montatore ma non è che ho capito dunque mi sembra strano che tu possa aver capito."
tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu (che sta per telefono riattaccato in faccia al Pimpo)
Pimporlo: "Piku, carta e penna, mi servono pezzi entro sera, mi raccomando scrivi tutto nè"
Piku: "Ciao Pimpo, datti una calmata e dimmi cosa serve"
Pimporlo: "Una riduzione, bla bla bla, grande così grande cosà, dritta di quì storta di là, che termina con un dritto di 150 mm, hai capito"
Piku: "Capito, poi?"
Pimporlo: "Poi basta, ma sei sicura di aver capito?"
Piku: "Sicura al 100%, tranquillo Pimpo"
Pimporlo: "Ok ripeti che vediamo se hai capito, sei sicura di aver capito? No perché io ti ho detto quello che mi ha detto il montatore ma non è che ho capito dunque mi sembra strano che tu possa aver capito."
tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu (che sta per telefono riattaccato in faccia al Pimpo)
mercoledì 17 settembre 2008
AAA OPERAIO CERCASI
Oggi il Gran capo ha deciso di occuparsi personalmente dei colloqui con gli aspiranti nuovi dipendenti dell’Alveare operoso.
Da settimane un cartello campeggia presso i centri di collocamento dell’Alveare, ovvero, dal barbiere del Gran capo, al bar dove il Gran capo va a bersi un caffè dopo pranzo, dal benzinaio dove il Gran capo va a fare rifornimento al suo potentissimo mostro a 4 ruote (no, non possiede l’originale Bumblebee dei Transformers ma qualcosa di molto molto stiloso, comunque).
I candidati sono tre, uno ogni quarto d’ora a partire dalle 7:15, età compresa tra i 18 e i 21 anni, si preannuncia un inizio mattinata frizzante.
Ore 7:22 il primo candidato arriva, lo accompagno nell’ufficio del Gran capo, ma già so che non ha speranze, in ogni caso non posso fare a meno di notare che il ragazzo ha stile, e anche un bel paio di chiappette.
Candidato1: “Buongiorno”
Gran capo: “Scusa, che ore fa il tuo orologio?”
C1: “Le 7:20 anzi per l’esattezza le 7:23”
Gc: “Ecco, l’appuntamento era alle 7:15, la porta per uscire è la stessa dalla quale sei entrato, grazie.”
Hi hi hi, dilettante, mai e dico mai arrivare in ritardo a un colloquio, almeno 7 minuti prima, eccheccazzo.
Ore 7:28 stessa solfa col secondo candidato, il diciottenne, solo che lui ha la giacca e dunque non capisco come sta messo.
C2: “Buongiorno”
Gc: “Ciao, accomodati pure”
C2: “Scusi, potrebbe darmi del lei, sa, la reputo una forma di rispetto indispensabile”
Gc: “Certo, potrei, ma non lo farò, la porta per uscire è la stessa dalla quale sei entrato, grazie.”
Ma dico io, tu diciottenne avanzi pretese da manager nei confronti del Gran capo, no no, non ci siamo.
Ore 7:40, candidato numero tre, se se la gioca bene il posto è suo.
C3: “Buongiorno”
Gc: “Ciao accomodati pure”
Seguono cinque minuti di colloquio ben fatto, poi lo sfacelo
Gc: “Noi abbiamo la fortuna di avere abbastanza lavoro, dunque sarebbe buona cosa fare almeno un paio d’ore di straordinari al giorno”
C3: “Ecco vede, io non posso fare più di otto ore al giorno, ho una vita impegnata e piena di interessi fuori dal lavoro, il limite massimo sono le 18:30, il lunedì e il mercoledì c’è il calcetto, il martedì faccio i turni al bar dell’oratorio, il giovedì vedo la morosa perché, sa com’è, le donne han bisogno di attenzioni, il venerdì è sacro ed inviolabile.
Però magari riesco a venire qualche sabato mattina.”
Devo dirvelo cosa gli ha risposto il Gran capo.
Esatto proprio così “la porta per uscire è la stessa dalla quale sei entrato, grazie.”
Non è adorabile quando dice così???
Da settimane un cartello campeggia presso i centri di collocamento dell’Alveare, ovvero, dal barbiere del Gran capo, al bar dove il Gran capo va a bersi un caffè dopo pranzo, dal benzinaio dove il Gran capo va a fare rifornimento al suo potentissimo mostro a 4 ruote (no, non possiede l’originale Bumblebee dei Transformers ma qualcosa di molto molto stiloso, comunque).
I candidati sono tre, uno ogni quarto d’ora a partire dalle 7:15, età compresa tra i 18 e i 21 anni, si preannuncia un inizio mattinata frizzante.
Ore 7:22 il primo candidato arriva, lo accompagno nell’ufficio del Gran capo, ma già so che non ha speranze, in ogni caso non posso fare a meno di notare che il ragazzo ha stile, e anche un bel paio di chiappette.
Candidato1: “Buongiorno”
Gran capo: “Scusa, che ore fa il tuo orologio?”
C1: “Le 7:20 anzi per l’esattezza le 7:23”
Gc: “Ecco, l’appuntamento era alle 7:15, la porta per uscire è la stessa dalla quale sei entrato, grazie.”
Hi hi hi, dilettante, mai e dico mai arrivare in ritardo a un colloquio, almeno 7 minuti prima, eccheccazzo.
Ore 7:28 stessa solfa col secondo candidato, il diciottenne, solo che lui ha la giacca e dunque non capisco come sta messo.
C2: “Buongiorno”
Gc: “Ciao, accomodati pure”
C2: “Scusi, potrebbe darmi del lei, sa, la reputo una forma di rispetto indispensabile”
Gc: “Certo, potrei, ma non lo farò, la porta per uscire è la stessa dalla quale sei entrato, grazie.”
Ma dico io, tu diciottenne avanzi pretese da manager nei confronti del Gran capo, no no, non ci siamo.
Ore 7:40, candidato numero tre, se se la gioca bene il posto è suo.
C3: “Buongiorno”
Gc: “Ciao accomodati pure”
Seguono cinque minuti di colloquio ben fatto, poi lo sfacelo
Gc: “Noi abbiamo la fortuna di avere abbastanza lavoro, dunque sarebbe buona cosa fare almeno un paio d’ore di straordinari al giorno”
C3: “Ecco vede, io non posso fare più di otto ore al giorno, ho una vita impegnata e piena di interessi fuori dal lavoro, il limite massimo sono le 18:30, il lunedì e il mercoledì c’è il calcetto, il martedì faccio i turni al bar dell’oratorio, il giovedì vedo la morosa perché, sa com’è, le donne han bisogno di attenzioni, il venerdì è sacro ed inviolabile.
Però magari riesco a venire qualche sabato mattina.”
Devo dirvelo cosa gli ha risposto il Gran capo.
Esatto proprio così “la porta per uscire è la stessa dalla quale sei entrato, grazie.”
Non è adorabile quando dice così???
martedì 16 settembre 2008
RIFLESSIONI RANDOM
“ La stupidità si moltiplica a dismisura. Si riproduce facilmente, si autofinanzia.”
F. Zappa
E’ questo che mi fa paura quando guardo molte delle persone che mi circondano, che ridono a sproposito per battute che divertenti non sono, che prendono tutto alla leggera sapendo di avere sempre e comunque le spalle coperte, che faticano a distinguere gli ideali dalla pubblicità.
E’ questo che mi fa paura, genitori stupidi che allevano figli ancora più stupidi, che coccolano quattordicenni che si sentono padroni del mondo ma in realtà non sanno allacciarsi le scarpe da soli, che non sanno che differenza passa tra l’essere bambino e l’essere adulto, che non sanno prendersi responsabilità.
E’ questo che mi fa paura, gente che con uno stipendio da operaio si permette lussi da padrone, perché non esistono più gli ideali, esiste la pubblicità che ti dice che senza un paio di Interactive ai piedi non sei nessuno, e tutti a credere che sia vero e giusto.
E’ questo che mi spaventa, vedere che il mio cuginetto in prima media dice alla mamma “ho imparato il posto dove quelli di terza vanno a fumare” al secondo giorno di scuola e vedere che lei nemmeno turbata dalla cosa, sorride e dice “è sempre stato un bambino sveglio”.
La stupidità mi spaventa, perché, è terribilmente vero, si moltiplica a dismisura.
F. Zappa
E’ questo che mi fa paura quando guardo molte delle persone che mi circondano, che ridono a sproposito per battute che divertenti non sono, che prendono tutto alla leggera sapendo di avere sempre e comunque le spalle coperte, che faticano a distinguere gli ideali dalla pubblicità.
E’ questo che mi fa paura, genitori stupidi che allevano figli ancora più stupidi, che coccolano quattordicenni che si sentono padroni del mondo ma in realtà non sanno allacciarsi le scarpe da soli, che non sanno che differenza passa tra l’essere bambino e l’essere adulto, che non sanno prendersi responsabilità.
E’ questo che mi fa paura, gente che con uno stipendio da operaio si permette lussi da padrone, perché non esistono più gli ideali, esiste la pubblicità che ti dice che senza un paio di Interactive ai piedi non sei nessuno, e tutti a credere che sia vero e giusto.
E’ questo che mi spaventa, vedere che il mio cuginetto in prima media dice alla mamma “ho imparato il posto dove quelli di terza vanno a fumare” al secondo giorno di scuola e vedere che lei nemmeno turbata dalla cosa, sorride e dice “è sempre stato un bambino sveglio”.
La stupidità mi spaventa, perché, è terribilmente vero, si moltiplica a dismisura.
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