Questa mattina, quello che ormai oserei definire un amico, un amico di quelli con i contro cazzi, mi ha detto, "Amare vuol dire lasciarsi un po' morire".
E adesso non lo so, io son qui che penso e dico, ma un po' quanto? ma morire di una morte lenta e dolorosa è bello? ma l'amore allora esiste? io credevo di no...
E soprattutto, quelli che all'amore ci credono davvero, non vanno dicendo che è una roba bellissima? ma come può una roba bellissima farti morire un po'?
Mah...vai a sapere...
lunedì 15 settembre 2008
venerdì 12 settembre 2008
MA 'NDO VAI ???
La D. si sposa, e questo lo sappiamo, il 6 dicembre.
Il matrimonio si avvicina e dunque bisogna pensare all'addio al nubilato.
La F., dall'alto del suo essere architetta cosmopolita, propone 4 giorni a Oslo in hotel con centro benessere e piscina e mille optional iper-fighi, in alternativa, dice, si potrebbe fare Valencia.
Le dico, mi pare un filino eccessivo, no? Non è bello se si va un paio di giorni alle terme e la finiamo lì? Non è un filino troppo caciarone andare a Oslo (che per la cronaca non so neanche dove cazzo sta esattamente) 4 giorni, perdio non è mica l'addio al nubilato della Gregoraci, eccheccazzo non esageriamo sempre per forza, ci si può divertire anche con meno secondo me.
Ma no, mi dice missryanairquantosonoglobetrotter, all'estero spendi meno, è meno banale, è più divertente, è più stiloso, poi certo se tu vuoi fare una cosa banale e non pensi a fare una cosa bella per la D. ...
Certo io voglio fare una cosa brutta e noiosa perché la D. non la conosco, no, è la mia migliore amica da 10 anni ma non so cosa vuole, devi arrivare tu, spocchiosa fighetta a dirmi cosa fare per lei.
Considerando che la D. ha una fifa boia dell'aereo, odia il freddo e vuole andare alle terme, andiamo a vedere dove saremo a fare l'addio al nubilato??? Devo ribadirtelo ancora che io ho sempre ragione, sempre sempre sempre??? Cheppalle dovresti saperlo ormai!!!
Piantala di fare il teatrino, di recitare la parte di quella che ha visto tutto e sa cosa è bene per chiunque, falla finita (e trovati un pisello che ne hai tanto bisogno, hihihi).
Il matrimonio si avvicina e dunque bisogna pensare all'addio al nubilato.
La F., dall'alto del suo essere architetta cosmopolita, propone 4 giorni a Oslo in hotel con centro benessere e piscina e mille optional iper-fighi, in alternativa, dice, si potrebbe fare Valencia.
Le dico, mi pare un filino eccessivo, no? Non è bello se si va un paio di giorni alle terme e la finiamo lì? Non è un filino troppo caciarone andare a Oslo (che per la cronaca non so neanche dove cazzo sta esattamente) 4 giorni, perdio non è mica l'addio al nubilato della Gregoraci, eccheccazzo non esageriamo sempre per forza, ci si può divertire anche con meno secondo me.
Ma no, mi dice missryanairquantosonoglobetrotter, all'estero spendi meno, è meno banale, è più divertente, è più stiloso, poi certo se tu vuoi fare una cosa banale e non pensi a fare una cosa bella per la D. ...
Certo io voglio fare una cosa brutta e noiosa perché la D. non la conosco, no, è la mia migliore amica da 10 anni ma non so cosa vuole, devi arrivare tu, spocchiosa fighetta a dirmi cosa fare per lei.
Considerando che la D. ha una fifa boia dell'aereo, odia il freddo e vuole andare alle terme, andiamo a vedere dove saremo a fare l'addio al nubilato??? Devo ribadirtelo ancora che io ho sempre ragione, sempre sempre sempre??? Cheppalle dovresti saperlo ormai!!!
Piantala di fare il teatrino, di recitare la parte di quella che ha visto tutto e sa cosa è bene per chiunque, falla finita (e trovati un pisello che ne hai tanto bisogno, hihihi).
giovedì 11 settembre 2008
IPSE DIXIT
Pimporlo al telefono con un cliente:
"Adattarsi e raggiungere lo scopo, questa è la frase che io ripetevo sempre quando ero in cantiere, e quando ero in cantiere io, i lavori sì che procedevano alla svelta e fatti bene, non mi lamentavo mai e facevo quello che c'era da fare senza neanche bisogno di sentirmelo dire, mica come con gli operai di adesso che sono tutti una manica di deficienti che se ne sbattono i coglioni e non rendono"
E se lo dice Pimporlo, c'è da credergli.
"Adattarsi e raggiungere lo scopo, questa è la frase che io ripetevo sempre quando ero in cantiere, e quando ero in cantiere io, i lavori sì che procedevano alla svelta e fatti bene, non mi lamentavo mai e facevo quello che c'era da fare senza neanche bisogno di sentirmelo dire, mica come con gli operai di adesso che sono tutti una manica di deficienti che se ne sbattono i coglioni e non rendono"
E se lo dice Pimporlo, c'è da credergli.
mercoledì 10 settembre 2008
TI ODIO SETTEMBRE
Settembre tempo di fitness, di corsi in palestra che ricominciano, di calorie da spendere a manciate sudando o sollevando pesi.
Settembre tempo di giornate che si accorciano e di abitudini che vanno riprese, neanche poi tanto lentamente.
Settembre tempo di acido lattico, che si sta lentamente accumulando nei muscoli delle gambe e delle braccia e mi fa sembrare una mummia disarticolata in giro per l'Alveare operoso.
Settembre è un mese infausto, lo è stato fin dai tempi della scuola, mese inutile e transitorio, allora credevo fosse a causa della ripresa delle lezioni dopo tre mesi di vacanza, oggi ho capito, non ci sono spiegazioni o motivi precisi, è una cosa a pelle, è il senso di malinconia che mi mette, io odio Settembre e lui odia me.
Settembre tempo di giornate che si accorciano e di abitudini che vanno riprese, neanche poi tanto lentamente.
Settembre tempo di acido lattico, che si sta lentamente accumulando nei muscoli delle gambe e delle braccia e mi fa sembrare una mummia disarticolata in giro per l'Alveare operoso.
Settembre è un mese infausto, lo è stato fin dai tempi della scuola, mese inutile e transitorio, allora credevo fosse a causa della ripresa delle lezioni dopo tre mesi di vacanza, oggi ho capito, non ci sono spiegazioni o motivi precisi, è una cosa a pelle, è il senso di malinconia che mi mette, io odio Settembre e lui odia me.
martedì 9 settembre 2008
AHPPERO'
Ieri nel fighissimo negozio di scarpe della Sharonstone entra una cliente, biondissima, riccissima, vestita in modo appariscente e scollatissimo:
CLIENTE: "Buongiorno, ce l'avete uno stivale nero, in pelle, col tacco alto, ma alto parecchio né, con il plateau, alto parecchio pure quello...sì insomma, uno stivale bello aggressivo?"
PIKU: "Ehm...forse ho capito il genere di stivale che ha in mente lei"
CLIENTE: "Si, ha capito bene, sì sì, quel genere lì, genere film porno"
PIKU: o_O "Ehm...no signora...spiacente, non ce l'abbiamo uno stivale così"
CLIENTE: " Oh, che peccato, va bè magari ripasso, non si sa mai, magari a stagione inoltrata qualcosa trovo"
Ecco...magari a stagione inoltrata ci saremo trasformati in un sexy shop ed avrà più fortuna.
CLIENTE: "Buongiorno, ce l'avete uno stivale nero, in pelle, col tacco alto, ma alto parecchio né, con il plateau, alto parecchio pure quello...sì insomma, uno stivale bello aggressivo?"
PIKU: "Ehm...forse ho capito il genere di stivale che ha in mente lei"
CLIENTE: "Si, ha capito bene, sì sì, quel genere lì, genere film porno"
PIKU: o_O "Ehm...no signora...spiacente, non ce l'abbiamo uno stivale così"
CLIENTE: " Oh, che peccato, va bè magari ripasso, non si sa mai, magari a stagione inoltrata qualcosa trovo"
Ecco...magari a stagione inoltrata ci saremo trasformati in un sexy shop ed avrà più fortuna.
lunedì 8 settembre 2008
SIGH
Capo Panza sta dando indicazioni stradali al montatore che deve andare in cantiere…
CP: “Arrivi alla rotonda e giri alla prima, quella è via Dora Baltèa…"
Nell’ufficio tecnico scoppia il delirio
Ah ah ah Dora Baltèa, che cretino, ah ah ah, è Dora Bàltea Capo Panza, ma cos’è, ti è inciampata la lingua?…
CP: “Ma se non so neanche chi cazzo è sta Dora, chi era un'attrice, una porno star, una politica famosa?”
Ah…a noi la geografia ci fa una pippa…voi non lo sapete ma la Dora Baltea e la Dora Riparia in realtà sono due famose attrici molto apprezzate dal genere maschile...
mercoledì 3 settembre 2008
SAI TENERE UN SEGRETO ???
Ci sono giorni in cui ti si aprono gli occhi sul mondo.
Giorni in cui vedi le tue certezze sgretolarsi come un castello di sabbia lambito dalle onde del mare, in cui ti accorgi che fino a quel momento le impressioni hanno avuto la meglio sulla verità.
Sono giorni strani, da un lato te la ridi, grassamente, come un bambino che si è lappato mezzo vasetto di marmellata e nessuno l’ha visto, dall’altro ti senti destabilizzato, nel profondo, perché capisci che non c’è niente di certo in questa vita, capisci che l’essere umano è fragile e debole ed incostante e soprattutto vittima di se stesso, delle proprie pulsioni.
In questi giorni può capitare che leggendo documenti non proprio destinati a te, tu venga a scoprire cose strane sui colleghi.
Nella fattispecie cose che riguardano il tuo vecchio capo ufficio, Caprone, che pensavi essere un troglodita testardo reso acido da anni di contabilità, e la tua collega Acciuga, che appena arrivata mostra doti persuasive interessantissime e degne di nota.
Leggendo avidamente il documento in questione, guidata dall’incredulità e da una curiosità viscerale e pericolosissima, scopri che loro, in pochi mesi di collaborazione strettissima (e per strettissima intendo dire che lavorano perennemente l’uno alla scrivania dell’altra), hanno raggiunto un legame davvero tenerissimo e profondo (lui la chiama con nomignoli dolci e affettuosi, roba da far accapponare la pelle).
Un legame insomma che non risveglia solo l’istinto primordiale racchiuso in ogni essere umano, ovvero quello prettamente fisico che prima o poi ti porta a fognarti il collega bonazzo in un antro sperduto della ditta, no, il loro è un legame ancora più pericoloso, che ti porta ad essere più felice in ufficio che a casa tua.
E non sarebbe poi tanto sconvolgente se non fosse che lui, Caprone, è sposato da tempo (con un’arpia acida almeno quanto lui che probabilmente è la reincarnazione di un generale delle SS) e da 15 giorni è anche papà, e lei, Acciuga, è incinta di 7 mesi.
Se non fosse che lui ha sempre puntato l’indice accusatore contro chi pur essendo sposato osava guardare le giovani donzelle al pascolo esprimendo pesanti apprezzamenti mascolini.
Se non fosse che lei è così timida, ma così timida che con uno sguardo la sciogli.
Ok ok, voi ora direte che non si fa, che non si leggono cose non tue, che è immorale, ma francamente, detto tra noi, come puoi resistere?
E va bene, sono una stronza immorale e ficcanaso, ma dopotutto, non mi volete un pochino di bene? Baci, e mi raccomando, se fate cazzate nascondetele per bene!
Giorni in cui vedi le tue certezze sgretolarsi come un castello di sabbia lambito dalle onde del mare, in cui ti accorgi che fino a quel momento le impressioni hanno avuto la meglio sulla verità.
Sono giorni strani, da un lato te la ridi, grassamente, come un bambino che si è lappato mezzo vasetto di marmellata e nessuno l’ha visto, dall’altro ti senti destabilizzato, nel profondo, perché capisci che non c’è niente di certo in questa vita, capisci che l’essere umano è fragile e debole ed incostante e soprattutto vittima di se stesso, delle proprie pulsioni.
In questi giorni può capitare che leggendo documenti non proprio destinati a te, tu venga a scoprire cose strane sui colleghi.
Nella fattispecie cose che riguardano il tuo vecchio capo ufficio, Caprone, che pensavi essere un troglodita testardo reso acido da anni di contabilità, e la tua collega Acciuga, che appena arrivata mostra doti persuasive interessantissime e degne di nota.
Leggendo avidamente il documento in questione, guidata dall’incredulità e da una curiosità viscerale e pericolosissima, scopri che loro, in pochi mesi di collaborazione strettissima (e per strettissima intendo dire che lavorano perennemente l’uno alla scrivania dell’altra), hanno raggiunto un legame davvero tenerissimo e profondo (lui la chiama con nomignoli dolci e affettuosi, roba da far accapponare la pelle).
Un legame insomma che non risveglia solo l’istinto primordiale racchiuso in ogni essere umano, ovvero quello prettamente fisico che prima o poi ti porta a fognarti il collega bonazzo in un antro sperduto della ditta, no, il loro è un legame ancora più pericoloso, che ti porta ad essere più felice in ufficio che a casa tua.
E non sarebbe poi tanto sconvolgente se non fosse che lui, Caprone, è sposato da tempo (con un’arpia acida almeno quanto lui che probabilmente è la reincarnazione di un generale delle SS) e da 15 giorni è anche papà, e lei, Acciuga, è incinta di 7 mesi.
Se non fosse che lui ha sempre puntato l’indice accusatore contro chi pur essendo sposato osava guardare le giovani donzelle al pascolo esprimendo pesanti apprezzamenti mascolini.
Se non fosse che lei è così timida, ma così timida che con uno sguardo la sciogli.
Ok ok, voi ora direte che non si fa, che non si leggono cose non tue, che è immorale, ma francamente, detto tra noi, come puoi resistere?
E va bene, sono una stronza immorale e ficcanaso, ma dopotutto, non mi volete un pochino di bene? Baci, e mi raccomando, se fate cazzate nascondetele per bene!
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